I nostri clienti si raccontano: Giovanni S.

Sono l’erede di una delle famiglie di imprenditori del distretto della scarpa, a Montebelluna. Il patrimonio di famiglia, tutto presso Veneto Banca, era gestito dalla filiale principale ma, per nostra superficialità o pigrizia, l’operatività era delegata ai private bankers della stessa. Giorgio Baldasso ed Ivano Durante mi sono stati presentati da un caro amico, nel 2008. Analizzato con loro il bilancio di Veneto Banca, ci siamo resi conto delle irregolarità e della pericolosità dell’investimento, essendo la nostra famiglia concentrata proprio sul titolo dell’istituto … complessivamente avevamo acquistato azioni per oltre un milione di euro. Con una intensa e sfibrante attività di assistenza, combattendo letteralmente coi funzionari della banca, con Giorgio siamo riusciti, nei due anni successivi, a liquidare completamente l’investimento, ai massimi valori ai quali nel periodo veniva scambiato il titolo dall’istituto, chiudendo infine il rapporto con Veneto Banca. Ciò che è successo poi è storia … non potevamo prevedere che Veneto Banca fallisse, abbiamo però compreso che la concentrazione su un unico titolo e la mancanza di un supporto tecnico, che blocchi le pressioni commerciali degli istituti di credito, può causare danni irreparabili al patrimonio famigliare. Da allora non concediamo più delega ceca ai venditori di prodotti finanziari: ancora oggi, con Veneris, ci confrontiamo regolarmente ed affrontiamo consapevolmente le scelte d’investimento, valutate con imparzialità da tecnici che fanno solo il nostro interesse.

I nostri clienti si raccontano: Alessandra C.

Sono la responsabile amministrativa dell’azienda di famiglia, fondata da mio padre, a Valdobbiadene, quasi cinquant’anni fa. Ho conosciuto Giorgio Baldasso nel 2010, relatore ad un convegno sulla tutela dei patrimoni delle famiglie di imprenditori, organizzato da Confartigianato AsoloMontebelluna. Mi hanno colpito la sua chiarezza d’esposizione ed imparzialità ma, soprattutto, il fatto che ci mettesse in guardia dalle pressioni commerciali che gli istituti bancari della zona stavano attuando, specificatamente per il collocamento delle azioni proprie, correttamente da lui definite “titoli illiquidi”. La nostra Famiglia aveva da anni un’importante partecipazione azionaria (svariate centinaia di migliaia di euro) originariamente nella Banca Popolare Piva, assorbita al tempo dalla Banca Popolare di Vicenza … eravamo ignari del rischio che quelle azioni potevano avere, in caso di dissesto dell’istituto. Con Giorgio abbiamo avviato un riassetto del patrimonio famigliare, con l’obiettivo di ridurre costi e rischi … in particolare, dopo oltre un anno di trattativa con la banca (e di tira e molla con un direttore di filiale che faceva di tutto per non eseguire le istruzioni da noi impartite … ) siamo riusciti a liquidare completamente le azioni, mettendo in sicurezza la totalità del patrimonio. Dopo quindici anni, Giorgio Baldasso e la sua organizzazione ancora ci forniscono la loro consulenza, aiutando la nostra famiglia e l’impresa nell’amministrazione corretta della finanza.

Attenzione al rendiconto costi ed oneri dei tuoi investimenti in arrivo entro il 30 aprile!

Sembra strano, ma non tutti ne sono consapevoli. Alla domanda “Ti è arrivato da parte della banca il rendiconto costi ed oneri dei tuoi investimenti?” la risposta, anche se si tratta di un obbligo di legge, non è quasi mai affermativa. Il documento è di fondamentale importanza e se redatto secondo le indicazioni della Consob (raccomandazione agli intermediari n. 1/2020 del 7 maggio 2020) può far luce sui reali costi sostenuti dal cliente per i suoi investimenti. Perché il legislatore ha introdotto l’obbligatorietà di questo rendiconto? I costi degli strumenti finanziari rappresentano la remunerazione di chi crea il prodotto, di chi lo confeziona e di chi lo vende. Se tutti siamo in grado di riconoscere se il prezzo del pane o del latte è eccessivo, quasi nessuno riesce a capire se il costo di uno strumento finanziario sia eccessivo, rispetto alla qualità dello stesso. Non necessariamente, sosterrà qualcuno, qualcosa che costa di più è peggiore, basti guardare per esempio ai prodotti di lusso. Questa logica non si può applicare ai prodotti finanziari! Il maggior costo degli strumenti finanziari non è quasi mai attribuibile ad una maggiore qualità del prodotto acquistato. Il maggior costo piuttosto, è da attribuirsi alla grande capacità commerciale del collocatore di sfruttare le così dette “asimmetrie” informative tra chi compra e chi vende. La differenza di conoscenza è talmente ampia e la materia talmente complessa che guadagnarci sopra più del dovuto è la normalità. Inoltre, riconoscere se si sta pagando di più e quanto è molto arduo per un occhio inesperto, anche perché, soprattutto per quello che riguarda il risparmio gestito, non si vedrà mai un addebito nel c/c perché i costi sono già prelevati dal gestore del fondo e sono già inclusi nel valore dello stesso. I costi sono la vera spada di Damocle degli investimenti e sono l’unica variabile che può essere realmente calcolata e governata, prima di investire, nell’amministrazione del patrimonio. Sappiamo che i rendimenti passati non sono garanzia per quelli futuri. Il contenimento del costo rappresenta il primo guadagno certo. L’invito per tutti gli investitori è quello di richiedere, se non pervenuto, il rendiconto costi ed oneri e, se non compreso, chiedere aiuto ad un professionista indipendente. Giorgio Baldasso

I vantaggi per le banche nella relazione con un consulente finanziario indipendente

Il consulente finanziario indipendente private e corporate svolge un importante ruolo di affiancamento del cliente nei rapporti con il mondo bancario. In generale il cliente, sia esso titolare di impresa o meno, non ha il tempo di approfondire le proposte e offerte della sua banca perché impegnato nei suoi affari quotidiani. Inoltre, la materia finanziaria è talmente specialistica ed in continua evoluzione che necessita studio, aggiornamento continuo e conoscenze specifiche. Abbiamo notato nel nostro quotidiano che il confronto con un professionista indipendente è gradito nel tempo anche all’intermediario stesso. L’intervento del consulente finanziario indipendente riduce le asimmetrie informative e facilita la comunicazione banca-cliente. Il funzionario bancario spesso apprezza di confrontarsi con interlocutori preparati. Parlare la stessa lingua facilita la comunicazione, apre le porte a ragionamenti più approfonditi e permette di entrare nelle sfumature, nei particolari, al fine di trovare la soluzione migliore per i clienti. Recentemente un funzionario di Banca Intesa ci ha comunicato che non gli era mai capitato di essere informato preventivamente da una azienda delle operazioni straordinarie programmate. Noi  di Veneris abbiamo coordinato nel tempo la comunicazione con le banche affinché fossero consapevoli delle strategie in corso, in maniera da valutare preventivamente gli impatti su rating, affidamenti in essere, possibilità di ottenere nuova finanza. Particolari spesso non considerati dai clienti ma ben chiari ai professionisti finanziari possono aiutare sia la banca, sia l’azienda a mantenere il rapporto su più alti livelli di efficienza e di efficacia. In ambito di consulenza personale il discorso si fa più delicato perché di solito, il consulente finanziario indirizza gli investimenti dei clienti su strumenti più efficienti e quindi meno remunerativi per la banca. Il vantaggio per la banca esiste, e si può tradurre con la maggiore probabilità di fidelizzare i clienti per tempi molto più lunghi. Se la banca offre piattaforme di investimento efficienti, non c’è motivo per il cliente, guidato dal consulente finanziario autonomo, di cambiare intermediario.