I nostri clienti si raccontano: Andrea D.

Io e i miei fratelli siamo titolari di una azienda trentina, che opera nel settore dell’edilizia, fondata da nostro padre negli anni ‘60 del secolo scorso. Da leader nell’edilizia civile negli anni ‘70 e ‘80 siamo diventati una delle più importanti realtà, anche nell’edilizia industriale, a partire da fine anni ‘90.  I nostri ritmi di lavoro, sempre più elevati, ci tenevano concentrati solo sull’attività lavorativa, trascurando gli aspetti gestionali ed i rischi crescenti. Veneris Family Office, che già seguiva la nostra famiglia nell’amministrazione del patrimonio finanziario, ci ha anche consigliato di approfondire il tema dei rischi e delle responsabilità associate alla nostra attività: effettivamente, non c’eravamo mai fermati a valutare quale fosse il livello di protezione delle coperture sottoscritte, rispetto al mutato volume d’affari ed alla complessità delle commesse. Abbiamo considerato ragionevole ed utile il consiglio ed abbiamo incaricato Veneris di effettuare l’analisi del programma assicurativo e dei rischi per la nostra azienda, valutando innanzitutto l’adeguatezza delle polizze sottoscritte. Dall’analisi è emerso che le polizze presentavano diversi elementi di criticità, che le rendevano inadeguate rispetto alla nostra situazione. Purtroppo, l’intermediario a cui era affidato il nostro pacchetto assicurativo non aveva revisionato nel tempo e, di conseguenza, adeguato i contratti sottoscritti anni prima, alle ulteriori esigenze di tutela, nate dalla naturale evoluzione dell’azienda … ci siamo comportati in maniera superficiale, delegando ad un fornitore di prodotti un’attività cruciale e, disinteressandoci del tema, avevamo sottostimato il fatto che un imprevisto avrebbe potuto vanificare tanti anni di lavoro!!! A seguito delle risultanze dell’analisi indipendente dei contratti di assicurazione e dei rischi, l’intermediario ha adeguato solo in parte il nostro programma assicurativo, mentre altre concrete risposte le abbiamo ricercate ed ottenute da altri intermediari specializzati.  Infine, per non ritrovarci con lo stesso problema negli anni a venire, abbiamo stipulato con Veneris Family Office un accordo di analisi e controllo continuativo: i professionisti di Veneris seguono le dinamiche del rischio in azienda anche rispetto alle evoluzioni normative ma, soprattutto, ai grandi cambiamenti, anche giornalieri del nostro business.  Questo presidio professionale ci permette ora di concentrarci, con maggior serenità, nella nostra operatività quotidiana.

I nostri clienti si raccontano: Claudia R.

Io e mio marito siamo genitori di due splendidi ragazzi, che adoriamo … il nostro secondogenito è, purtroppo, portatore di un handicap. La sua nascita è stata gestita con imperizia, dal personale sanitario dell’ospedale civile nel quale l’ho partorito. Assistiti da un avvocato di fiducia, abbiamo lottato affinché venisse riconosciuto il danno patito e nostro figlio fosse risarcito con una congrua somma di denaro, che potesse sostenerlo economicamente anche dopo la nostra morte … Qualche anno fa, finalmente, l’ospedale è stato condannato a riconoscere un importo pluri – milionario a nostro figlio, minorenne: alla gioia per l’aver ottenuto finalmente un risarcimento è subito seguita la preoccupazione, non avendo noi competenze per la gestione di una così importante somma di denaro. Sentivamo innanzitutto il peso della responsabilità, come genitori, e la paura di depauperare una risorsa così importante per nostro figlio. Il nostro avvocato, collaboratore di Veneris Family Office, ci ha presentato la loro originale attività, che ci ha stupito per trasparenza e coerenza d’impegno. Diversamente dalle banche contattate, focalizzate solo e sempre sui prodotti da collocare, i tecnici di Veneris hanno speso molto tempo nel fornirci formazione ed assistenza, nella comprensione delle dinamiche di pianificazione finanziaria e di tutela a lungo termine dei patrimoni. Abbiamo quindi scelto di amministrare le somme, a beneficio di nostro figlio, per il tramite di un Trust cosiddetto “dopo di noi”, assistiti dalla Trust Company consigliata da Veneris. A Veneris abbiamo infine dato mandato di consulenza sul patrimonio e regolarmente, con cadenza trimestrale, riceviamo da loro aggiornamenti ed indicazioni operative … il risultato: niente più ansia, stabilità di rendimenti e un’attenzione alle necessità di nostro figlio che non avevamo percepito, nei colloqui con vari venditori di prodotti finanziari.

I nostri clienti si raccontano: Antonia S.

Assieme a mio marito, per cinquant’anni abbiamo gestito, con grandi soddisfazioni, la nostra azienda, operativa nel settore dei serramenti per l’edilizia. E’ però arrivato per noi il tempo della pensione e di godere dei frutti del nostro lavoro. Non abbiamo eredi che continuino la nostra attività, abbiamo perciò deciso di vendere l’azienda, consigliati dal nostro commercialista, che ci ha assistito in questa delicata fase, coadiuvato per la parte finanziaria da Veneris. Abbiamo delegato al Family Office il ruolo di regista che assieme a noi pianifica, coordina e supervisiona tutte le attività legate al nostro importante patrimonio familiare, specificatamente per il controllo dell’attività degli intermediari e la verifica della coerenza dei prodotti finanziari a noi proposti, per garantirci flussi stabili e certi di reddito. I referenti dei vari istituti, presso cui il nostro patrimonio era investito, hanno inizialmente tenuto un atteggiamento sospettoso e poco collaborativo, sembrava avessero paura dei nostri tecnici, come se avessero cose da nascondere. Spiegate le nostre nuove necessità e la volontà di mantenere presso di loro i rapporti esistenti, i referenti delle banche sul territorio hanno cominciato a collaborare, fornendo supporto operativo e disponibilità a intermediare i titoli efficienti, consigliati da Veneris. Diverso ed indisponente l’atteggiamento del promotore finanziario di una banca-rete partecipata da una compagnia di assicurazione, ostinatamente concentrato nella proposta di una polizza unit linked … la motivazione della proposta? E’ impignorabile, insequestrabile e non passa in successione agli eredi! (?) Avevamo il dossier titoli già operativo online presso quell’istituto, il consiglio di Veneris è stato quello di saltare il rapporto con il promotore finanziario e acquistare direttamente titoli sul mercato, facendoci consigliare da loro. Il risultato? In questi tre anni di rapporto abbiamo finalmente visto dei frutti concreti, con flussi cedolari regolari e dividendi che il patrimonio matura, rendite importanti che ci permettono di mantenere alto e soddisfacente il nostro stile di vita e affrontare con serenità la vecchiaia.

I nostri clienti si raccontano: Giovanni S.

Sono l’erede di una delle famiglie di imprenditori del distretto della scarpa, a Montebelluna. Il patrimonio di famiglia, tutto presso Veneto Banca, era gestito dalla filiale principale ma, per nostra superficialità o pigrizia, l’operatività era delegata ai private bankers della stessa. Giorgio Baldasso ed Ivano Durante mi sono stati presentati da un caro amico, nel 2008. Analizzato con loro il bilancio di Veneto Banca, ci siamo resi conto delle irregolarità e della pericolosità dell’investimento, essendo la nostra famiglia concentrata proprio sul titolo dell’istituto … complessivamente avevamo acquistato azioni per oltre un milione di euro. Con una intensa e sfibrante attività di assistenza, combattendo letteralmente coi funzionari della banca, con Giorgio siamo riusciti, nei due anni successivi, a liquidare completamente l’investimento, ai massimi valori ai quali nel periodo veniva scambiato il titolo dall’istituto, chiudendo infine il rapporto con Veneto Banca. Ciò che è successo poi è storia … non potevamo prevedere che Veneto Banca fallisse, abbiamo però compreso che la concentrazione su un unico titolo e la mancanza di un supporto tecnico, che blocchi le pressioni commerciali degli istituti di credito, può causare danni irreparabili al patrimonio famigliare. Da allora non concediamo più delega ceca ai venditori di prodotti finanziari: ancora oggi, con Veneris, ci confrontiamo regolarmente ed affrontiamo consapevolmente le scelte d’investimento, valutate con imparzialità da tecnici che fanno solo il nostro interesse.

I clienti si raccontano

I nostri clienti si raccontano: Matteo Z.

Sono entrato nell’impresa di Famiglia dopo la laurea, più di dieci anni fa … con la tenacia e l’organizzazione che contraddistingue noi friulani, ho coadiuvato mio padre e mia madre, facendo crescere il fatturato oltre i venti milioni di euro, triplicandolo e cercando parallelamente di strutturare al meglio la nostra organizzazione interna. Ci siamo resi conto di essere carenti, sotto il profilo del controllo finanziario e, su suggerimento del nostro fiscalista di fiducia, abbiamo contattato Veneris Family Office per una verifica degli investimenti aziendali e famigliari. Eravamo convinti che le banche da noi selezionate ci dessero una corretta consulenza ma, l’analisi imparziale ed attenta dei tecnici di Veneris ha evidenziato notevoli carenze, nei servizi prestati dagli istituti. In particolare, il promotore finanziario di una primaria banca-rete di vendita, che da circa trent’anni assisteva il patrimonio personale dei miei genitori, si è messo di traverso, cercando di bloccare l’attività di revisione ed ottimizzazione consigliata da Veneris: ad onor del vero i dati dichiarati dalla stessa banca erano impietosi, in tutti quegli anni il patrimonio era cresciuto di una media dello 0,31% annuo, non riuscendo neppure a batter inflazione e tasso dei BOT! Dal 2019 le cose sono drasticamente cambiate e, nonostante il promotore finanziario continuasse a remare contro, non gli abbiamo più concesso di muoversi in autonomia: con l’aiuto di Veneris siamo riusciti a rendere redditizia e stabile la crescita del patrimonio finanziario, in azienda e in famiglia, pur mantenendo gli stessi intermediari!

Attenzione al rendiconto costi ed oneri dei tuoi investimenti in arrivo entro il 30 aprile!

Sembra strano, ma non tutti ne sono consapevoli. Alla domanda “Ti è arrivato da parte della banca il rendiconto costi ed oneri dei tuoi investimenti?” la risposta, anche se si tratta di un obbligo di legge, non è quasi mai affermativa. Il documento è di fondamentale importanza e se redatto secondo le indicazioni della Consob (raccomandazione agli intermediari n. 1/2020 del 7 maggio 2020) può far luce sui reali costi sostenuti dal cliente per i suoi investimenti. Perché il legislatore ha introdotto l’obbligatorietà di questo rendiconto? I costi degli strumenti finanziari rappresentano la remunerazione di chi crea il prodotto, di chi lo confeziona e di chi lo vende. Se tutti siamo in grado di riconoscere se il prezzo del pane o del latte è eccessivo, quasi nessuno riesce a capire se il costo di uno strumento finanziario sia eccessivo, rispetto alla qualità dello stesso. Non necessariamente, sosterrà qualcuno, qualcosa che costa di più è peggiore, basti guardare per esempio ai prodotti di lusso. Questa logica non si può applicare ai prodotti finanziari! Il maggior costo degli strumenti finanziari non è quasi mai attribuibile ad una maggiore qualità del prodotto acquistato. Il maggior costo piuttosto, è da attribuirsi alla grande capacità commerciale del collocatore di sfruttare le così dette “asimmetrie” informative tra chi compra e chi vende. La differenza di conoscenza è talmente ampia e la materia talmente complessa che guadagnarci sopra più del dovuto è la normalità. Inoltre, riconoscere se si sta pagando di più e quanto è molto arduo per un occhio inesperto, anche perché, soprattutto per quello che riguarda il risparmio gestito, non si vedrà mai un addebito nel c/c perché i costi sono già prelevati dal gestore del fondo e sono già inclusi nel valore dello stesso. I costi sono la vera spada di Damocle degli investimenti e sono l’unica variabile che può essere realmente calcolata e governata, prima di investire, nell’amministrazione del patrimonio. Sappiamo che i rendimenti passati non sono garanzia per quelli futuri. Il contenimento del costo rappresenta il primo guadagno certo. L’invito per tutti gli investitori è quello di richiedere, se non pervenuto, il rendiconto costi ed oneri e, se non compreso, chiedere aiuto ad un professionista indipendente. Giorgio Baldasso

I vantaggi per le banche nella relazione con un consulente finanziario indipendente

Il consulente finanziario indipendente private e corporate svolge un importante ruolo di affiancamento del cliente nei rapporti con il mondo bancario. In generale il cliente, sia esso titolare di impresa o meno, non ha il tempo di approfondire le proposte e offerte della sua banca perché impegnato nei suoi affari quotidiani. Inoltre, la materia finanziaria è talmente specialistica ed in continua evoluzione che necessita studio, aggiornamento continuo e conoscenze specifiche. Abbiamo notato nel nostro quotidiano che il confronto con un professionista indipendente è gradito nel tempo anche all’intermediario stesso. L’intervento del consulente finanziario indipendente riduce le asimmetrie informative e facilita la comunicazione banca-cliente. Il funzionario bancario spesso apprezza di confrontarsi con interlocutori preparati. Parlare la stessa lingua facilita la comunicazione, apre le porte a ragionamenti più approfonditi e permette di entrare nelle sfumature, nei particolari, al fine di trovare la soluzione migliore per i clienti. Recentemente un funzionario di Banca Intesa ci ha comunicato che non gli era mai capitato di essere informato preventivamente da una azienda delle operazioni straordinarie programmate. Noi  di Veneris abbiamo coordinato nel tempo la comunicazione con le banche affinché fossero consapevoli delle strategie in corso, in maniera da valutare preventivamente gli impatti su rating, affidamenti in essere, possibilità di ottenere nuova finanza. Particolari spesso non considerati dai clienti ma ben chiari ai professionisti finanziari possono aiutare sia la banca, sia l’azienda a mantenere il rapporto su più alti livelli di efficienza e di efficacia. In ambito di consulenza personale il discorso si fa più delicato perché di solito, il consulente finanziario indirizza gli investimenti dei clienti su strumenti più efficienti e quindi meno remunerativi per la banca. Il vantaggio per la banca esiste, e si può tradurre con la maggiore probabilità di fidelizzare i clienti per tempi molto più lunghi. Se la banca offre piattaforme di investimento efficienti, non c’è motivo per il cliente, guidato dal consulente finanziario autonomo, di cambiare intermediario.

Crisi di liquidità in azienda per errata pianificazione finanziaria

A volte una crisi di liquidità in azienda può verificarsi per un banale errore di pianificazione finanziaria dei finanziamenti a medio lungo termine. Un’azienda che produce un buon flusso di cassa può vederselo assorbito dalle rate di mutui, finanziamenti, leasing se la loro durata è breve (3-5 anni per esempio) e i loro importi importanti. Finanziamenti corti possono significare rate molto alte in grado di assorbire la liquidità operativa. Sembra un ragionamento banale ma non lo è. Finanziamenti corti e contrazione del fatturato. Accendere finanziamenti senza ipotizzare degli scenari di contrazione del fatturato può essere molto rischioso anche per aziende virtuose. Alcune volte la scelta di una durata corta dei finanziamenti è dovuta alla possibilità di ottenere delle agevolazioni finanziarie o contributi pubblici erogabili solo per determinate durate. Oppure può essere che le politiche delle banche con cui si lavora prediligano e offrano solo finanziamenti con una certa durata. Da parte dell’impresa può esserci una errata interpretazione dei flussi economici (utile d’esercizio) che non rappresentano i reali flussi finanziari della vita aziendale che illude di poter far fronte a degli importi di rata più alti di quelli veramente sostenibili. Cosa prevenire una crisi di liquidità? Poca liquidità come sappiamo non è un problema solo di tipo operativo. Il non vederla crescere può creare stati di tensione e stress che impediscono di pianificare serenamente le azioni future. Uno shock imprevisto inoltre può con più facilità accentuare la crisi finanziaria. Per prevenire una situazione di questo tipo bisogna progettare e pianificare correttamente le necessità finanziarie (importi), la loro durata, la loro forma tecnica (mutui, finanziamenti o leasing). Prima ancora bisogna comprendere in profondità la capacità dell’azienda di autofinanziarsi, prevedere uno scenario di contrazione del fatturato, redigere un piano finanziario che comprenda i flussi finanziari ordinari in entrata ed uscita nei prossimi anni e i flussi in uscita non ordinari (perdite su crediti, pagamenti di TFR, multe, liquidazione soci… ecc…). Se l’azienda vuole evitare guai, deve prendere in mano le sue sorti finanziarie. La valutazione della banca è di supporto?  Gli intermediari finanziari come le banche non fanno valutazioni preventive, se non sulla sostenibilità per loro dell’operazione. Se l’azienda non ha le competenze interne per progettare le necessità finanziarie è preferibile rivolgersi a professionisti esterni in grado di supportarla in questo compito. Veneris Family Office naturalmente mette a disposizione queste competenze da anni alle aziende. Un presidio finanziario a sostegno delle scelte imprenditoriali…

È possibile acquistare una casa di 1000 metri quadri in centro, senza avere un reddito da lavoro o pensione?

Il titolo di questo racconto è provocatorio, ma rispecchia a tutti gli effetti il caso pratico che abbiamo affrontato tra dicembre 2022 e marzo 2023. Abbiamo assistito una famiglia, composta da mamma e due figli, che voleva realizzare il sogno di acquistare un’abitazione in centro con un grande parco. Per ragioni di privacy, faremo una descrizione generica della soluzione che abbiamo trovato per non ledere la privacy dei nostri clienti. I due fratelli, ancora in età scolare, hanno ricevuto un’importante eredità a seguito della prematura scomparsa del padre. Anche la mamma, seppur non fosse coniugata con il padre dei ragazzi, ha beneficiato e tutt’ora sta percependo un aiuto economico da parte dei nonni essendosi trovata, suo malgrado, nella condizione di dover crescere da sola i figli rimasti orfani. Una volta individuato l’immobile e versata la caparra da parte della mamma, siamo stati contattati per progettare e ricercare una forma di finanziamento a supporto dell’operazione immobiliare. Qui nasce la complessità dell’operazione. Chi finanzierebbe due ragazzini, di cui uno minorenne, in età scolare e privi di reddito e una signora che beneficia esclusivamente di un vitalizio? Se parliamo di un tradizionale mutuo ipotecario o fondiario, l’assenza di una qualsivoglia capacità restitutiva (flussi di reddito) impedisce l’erogazione di un finanziamento di questo tipo. Come siamo riusciti a finanziare l’operazione immobiliare? Attraverso un prestito “Lombard”, cioè un’apertura di credito in conto corrente garantita da un contratto di pegno su valori mobiliari. In termini più semplici, invece di fare un mutuo con un piano di ammortamento, la banca ha messo a disposizione della famiglia una somma consistente, utilizzata per l’acquisto dell’abitazione, garantita dal patrimonio finanziario dei richiedenti.  … Ma gli imprevisti sono dietro l’angolo… Essendo coinvolto un minore, si rendeva necessario un ricorso presso il giudice tutelare. Di conseguenza abbiamo redatto una relazione tecnica a supporto del ricorso che l’avvocato ha presentato presso il tribunale competente.  Il giudice tutelare ha inaspettatamente respinto il ricorso, seppure il codice civile preveda la possibilità per un minore di poter acquistare un’abitazione. Questo fatto, essendo avvenuto a distanza di poco tempo dal rogito presso il notaio, ha gettato nello sconforto i nostri clienti. C’era il reale pericolo di perdere la (consistente) caparra versata, oltre che rinunciare all’immobile. Grazie al rapporto di fiducia instauratasi tra banca, clienti e consulenti, siamo riusciti a superare questo grave impedimento. Abbiamo trasferito in capo alla mamma la quota di finanziamento originariamente di competenza del…

Come valutare i rischi aziendali per tutelare il business e gli stakeholders

La normativa sulla prevenzione della crisi di impresa incentra la sua attenzione sulla previsione dei flussi finanziari. Una impresa deve dimostrare di riuscire a far fronte ai suoi impegni finanziari nei successivi 12 mesi. E’ tutto qui? No! Noi di Veneris pensiamo che alle aziende non sia richiesto solo un budget dei flussi di cassa ma un lavoro ben più approfondito, ovvero l’individuazione di tutti quei fattori che qualora dovessero manifestarsi potrebbero mettere in crisi anche un ottimo progetto imprenditoriale. In altre parole bisogna individuare i rischi prima che si manifestino. E qui noi, modestamente andiamo a nozze. La nostra forma mentale di consulenti finanziari indipendenti di vecchia data è incentrata in primis sul comprendere i rischi associati ai profitti. Il nostro compito come consulenti finanziari indipendenti è che la navigazione sia sicura e diretta verso l’obiettivo. Nel caso dell’azienda desideriamo che l’imprenditore possa realizzare il suo piano strategico con l’equipaggiamento giusto, in grado di far fronte agli imprevisti che si trovano inevitabilmente sul percorso. Il risk management assume quindi a nostra avviso un’importanza strategica per adeguarsi correttamente alla normativa e aumentare le probabilità di riuscita del progetto imprenditoriale. Ma andando nel concreto, da quali rischi tutelarsi? Quali sono i rischi da cui un’azienda può tutelarsi? Per esempio dal rischio inflazione, di variazione dei tassi di interessi, delle valute, dall’acquisto di strumenti finanziari derivati in grado, in certi condizioni di mercato, di diventare uno tsunami per le aziende. Ci sono poi rischi più ordinari come quello di scorrette coperture assicurative, la perdita dell’uomo chiave, pensionamento di risorse strategiche, rischio di credito… Si possono evitare tutti gli imprevisti? No di certo, ma chi ha contezza dei rischi sul suo cammino consciamente o inconsciamente sta già sviluppando gli anticorpi necessari a farvi fronte. Noi di Veneris aiutiamo le aziende ad avere il sistema immunitario sano e reattivo. Come operiamo concretamente nelle aziende per supportarli nella prevenzione ed individuazione dei rischi? Cominciamo con una analisi che parte dalla valutazione degli equilibri di bilancio e della centrale rischi banca d’Italia (nella quale sono inseriti i rapporti bancari e la loro evoluzione storica). Proseguiamo analizzando in dettaglio i rapporti bancari per individuare se ci sono potenziali elementi di rischio per la continuità aziendale negli strumenti finanziari acquistati. Approfondiamo il sistema delle garanzie offerte dall’azienda o dagli imprenditori al sistema bancario per individuare eventuali sbilanciamenti (sovra garanzie) o eccessivi rischi personali dovuti alle fideiussioni emesse dai…